Canale Monterano

In questo vi voglio parlare di in un altro posto che non conoscevo della nostra bellissima Tuscia Laziale, un luogo che mi è rimasto nel cuore, fatto di storia, cultura, naturalità e un po’ di magia: Canale Monterano, la solfatara e le cascate di Diosilla.

Per andare munitevi di scarpe da trekking e vestiti comodi perché se seguite il nostro percorso ci sarà un po’ da camminare.

La strada non è difficile, solo il tratto che collega la solfatara all’Antica Monterano è in salita e a tratti con pericolo di scivolamento dovuto al muschio sulle rocce.

Invece di andare al parcheggio di Monterano Antica, noi siamo arrivati a quello delle cascate di Diosilla, da dove abbiamo iniziato il percorso.

Scesi dalla macchina, proseguite lasciandovi alle spalle il parcheggio e dopo pochi metri, sulla sinistra, trovate delle scale che vi faranno scendere direttamente alle Cascate di Diosilla, una sorgente sulfurea, ricca di zolfo, che dà un colore bianco-rossiccio all’acqua, almeno questa è la spiegazione logica. Leggenda narra, invece, che il fiume sia stato colorato dalle lacrime di Diosilla, che cadevano lungo i suoi capelli ramati, per il pianto disperato dovuto alla dipartita del promesso sposo.

Proseguendo lungo il percorso del fiume Mignone, si giunge velocemente, attraverso una ricca vegetazione, alle polle di acqua sulfurea: le antiche miniere di zolfo.

Superato il ponticello si può proseguire dritti e allungare il percorso fino alla Necropoli della Banditaccia, o si sale sulla collina alla destra del ponte, come abbiamo fatto noi, direttamente verso l’Antica Monterano.

La salita non è difficilissima, nemmeno per chi non è allenato e si passa attraverso il bosco, trovandosi qui e là rocce di tufo e anche una forra, che però è pericolante, quindi l’ingresso è bloccato. Arrivati in cima arriviamo all’antico paese di Monterano, risalente all’epoca medievale, è stato abbandonato a partire dal 1700 a causa della malaria, e poi in maniera definitiva nel 1799 con l’invasione napoleonica.

Salendo sulla sinistra si può scorgere il bellissimo acquedotto che assicurava il rifornimento idrico alla città. Costruito nel corso del Seicento su due arcate, è ancora possibile ammirarne l’imponenza e la magnificenza.

Si prosegue, quindi, lungo il cammino fino all’antica città di Monterano. Il castello Orsini, la chiesa ed il convento di San Bonaventura rappresentano le opere architettoniche di maggiore solennità. La Fontana del Leone posta sul Palazzo Ducale e la Fontana ottagonale collocata di fronte al convento (l’originale è stata traslata nella piazza del Comune) sono due opere di un genio del barocco romano: Gian Lorenzo Bernini.

Le rovine di Canale Monterano hanno suscitato, e suscitano tuttora, grande interesse. In passato sono stati girati numerosi film italiani tra cui il celeberrimo “Il marchese del Grillo” con Alberto Sordi e, ancora oggi, alcuni pannelli collocati all’interno della Riserva Naturale Monterano ne conservano il ricordo.

Se cercate un’escursione relativamente corta e adatta a tutti, questa è sicuramente una scelta buona e giusta. Io sono stata con mia madre, una sua amica e i cani, e nessuno ha avuto problemi di sorta: non è troppo faticosa, e in totale richiede circa 3 ore (incluse soste per foto e chiacchiere). Anche i cani si divertiranno tanto a girare tra i boschi e sul prato della città, ma portate acqua, perché l’acqua che si trova sulla via è piena di zolfo, e se è buona per i fanghi non è altrettanto buona da bere.

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