Cascatelle di Cerveteri

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Finalmente è settembre: le temperature piano piano scendono, le foglie cadono e arriva l’autunno. Quest’anno non vedevamo l’ora, dal momento che agosto è stato un mese difficile sotto tanti punti di vista per me e per i cani, quindi siamo contenti che sia passato e stiamo già preparando le vacanze del prossimo anno, per non farci cogliere nuovamente di sorpresa.

Nonostante tutto, abbiamo avuto giornate interessanti, e una di queste è stata una passeggiata totalmente impreparata, ma alla fine molto bella e avventurosa, alle Cascatelle di Cerveteri e di San Giuliano.

Il giorno della passeggiata ci siamo, come al solito, svegliati verso le 6:30 e dopo pochi e veloci preparativi, siamo saltati in macchina e partiti alla volta del Cimitero Nuovo di Cerveteri. No, non dovevamo visitare nessuno al Cimitero, ma si lascia lì la macchina per iniziare il percorso ad anello che conduce alle numerose cascate nascoste tra i boschi e i ruderi di civiltà antiche.

Il programma iniziale era di fare quattro passi, magari un paio d’ore di cammino e poi tornare indietro, per evitare le ore calde. Non immaginavamo di certo che saremmo finiti a fare l’anello intero e che ci saremmo pure persi.

Non avendo preparato niente, siamo arrivati al parcheggio felici di fare due passi, e abbiamo completamente ignorato il cartello con la piantina dell’anello che è all’inizio del percorso.

Imparate dai nostri errori e FOTOGRAFATE IL CARTELLO! 

Il primo tratto del percorso è una sterrata che sempre dritta conduce alla Porta Coperta, la delimitazione dell’antica città etrusca di Caere. Dopo la porta, si arriva a un campo aperto e per iniziare l’anello bisogna prendere la strada a destra del bivio (e fino qui ci siamo arrivati pure noi).

La strada è una lunga discesa che arriva al guado sul torrente della Mola. Questo primo guado è molto semplice e sotto l’acqua c’è un ponte piatto e costruito, ma comunque bisogna entrare con i piedi in acqua e lungo l’anello si troveranno guadi più selvaggi e rocciosi, quindi portate scarpe adatte. Personalmente, visto la stagione calda, mi ero attrezzata con i sandali della TEVA, fatti apposta per strade montagnose e acqua, ovvero anti-scivolo.

Superato il guado si trova un campo coltivato e guardando a sinistra ci sono delle strutture industriali in disuso. La strada giusta è verso quelle strutture industriali, dietro le quali si trova una strada in salita che porta davanti a un cancello chiuso. Da qui saremmo potuti tornare indietro e finire la passeggiata, però effettivamente non avevamo visto niente, quindi abbiamo deciso di improvvisare e continuare superando il cancello grazie a un sentiero sulla destra che lo scavalla.

La segnaletica lungo il percorso è fatta abbastanza bene, seguendo i segnali CAI si riesce a seguire il sentiero, ma spesso è nascosta o assente, quindi bisogna andare a intuito, e in questo caso il mio è stato decisamente sbagliato.

Dopo il cancello abbiamo seguito il sentiero, che era più in alto rispetto al fiume, e probabilmente abbiamo perso qualche curva, perché non abbiamo visto la prima delle cascate, ovvero quella del Vaccinello, ma abbiamo raggiunto direttamente le “Ferriere”, uno dei forni dello Stato Pontificio in uso fino a metà del XVII secolo.

Seguendo la strada siamo arrivati a un albero con un cartello che indicava la “Cascata dell’Arenile”, la seconda cascata del percorso. Siamo scesi sulla sinistra, e ci siamo trovati davanti alberi caduti e rovi, probabilmente la strada non era stata curata da un po’, per cui siamo arrivati nella piazzola di fronte la cascata, scavalcando tronchi e guadando su rocce. Lì abbiamo riposato brevemente, poi guardandoci intorno e provando a percorrere una strada che poi si è rivelata essere interrotta, abbiamo capito che dovevamo tornare da dove eravamo venuti e proseguire sul sentiero da cui avevamo deviato per vedere la cascata.

Da lì abbiamo iniziato a prendere tutte le diramazioni sbagliate dei bivi, per cui abbiamo perso altre due cascate e abbiamo percorso la strada dentro un bosco, con tante salite e discese, non particolarmente ripide, ma faticose per chi poco allenato (come nel mio caso). Dopo aver camminato un tempo non meglio quantificato, siamo arrivati a un cancello che abbiamo superato (dopo la camminata ho letto degli articoli sul percorso e dicevano di non superare il cancello) per ritrovarci su una sterrata esterna al bosco.

Dopo poco abbiamo trovato un altro segnale CAI che ci faceva rientrare nel bosco e prendere una discesa che ci ha portato a un bivio con i cartelli per “Cascata dell’Ospedaletto” a sinistra e “Cascata della Mola” a destra.

Siamo andati subito a destra e finalmente siamo rimasti a bocca aperta davanti alla Cascata della Mola (o di Castel San Giuliano). Finalmente in questo giro per le cascatelle abbiamo visto una vera cascata!

Dopo aver visto la cascata bisogna risalire la strada già scesa e girare a sinistra. Noi siamo nuovamente usciti dal bosco e rientrati dopo qualche metro, giungendo a un ponte diroccato, ottima postazione per rifocillarsi, sedersi e far bere i cani.

Dopo il ponte, guardate a sinistra e vedrete un segnale del CAI su un albero: NON IGNORATELO, come abbiamo fatto poveri noi, SEGUITELO, quella è la strada del ritorno.

Non vi racconterò di come noi abbiamo preso la strada sulla destra, siamo nuovamente usciti dal cancello e abbiamo percorso circa 2 km di sterrata sotto il sole alle 11:30. Ero convinta che saremmo morti. Finalmente dopo circa 2 km ho avuto ricezione sul telefono, e ho visto che potevamo solo tornare indietro; quindi attraversando campi e rifacendo la sterrata siamo tornati al ponte romano e abbiamo continuato sulla strada giusta.

Il primo tratto del ritorno è in salita, noi eravamo molto stanchi e provati dal sole; è stato un tratto molto duro da fare, ma per fortuna non molto lungo; dopodiché la strada è in piano e riporta al campo aperto dove inizialmente avevamo girato a destra, che poi ricongiunge alla Porta Coperta e finalmente all’ultimo tratto che riporta al parcheggio del Cimitero Nuovo di Cerveteri.

Inutile dire che quest’ultimo pezzo lo abbiamo fatto quasi correndo tanto eravamo stanchi e disperati nel voler tornare a casa!

Con il senno di poi, la passeggiata è molto piacevole e bella, ma ANDATE PREPARATI: indicazioni, possibilmente percorsi off-line sul telefono, foto del percorso, scarpe adatte e tanta tanta acqua (per gli umani perché i cani possono dissetarsi nei torrenti e ruscelli)!

QUI trovate una dettagliata descrizione con foto dell’anello.

 

E ora godetevi un video della passeggiata fatta! 

 

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