Castello Volterraio

  • Autore dell'articolo:

Premessa per quest’ultima tappa: AMO tutte le strutture abbandonate, che siano etrusche, medievali, romane, anni ’90 o di altri tempi ancora, le amo esplorare e immaginare come fossero quando ancora la vita circolava dentro di loro, quando erano ancora vive.

Appena ho visto che c’era una fortezza abbandonata sull’Elba, non ho potuto non metterla in itinerario. Purtroppo in questo caso, pur essendo una fortezza non funzionante, per entrarci è richiesto un biglietto d’ingresso di 8 Euro (20 Euro la visita guidata), ma essendo quel giorno la fortezza chiusa, non si è posto il problema se pagare o meno.

Il castello si trova su un’altura di 394m e per arrivarci ci sono diversi sentieri. Noi siamo partite da Capoliveri e abbiamo preso la provinciale verso Porto Azzurro, abbiamo poi proseguito direzione Bagnaia, e poi a destra per Rio nell’Elba, una strada questa molto ripida e con curve strette, fare attenzione. Dopo circa 2km, sulla sinistra abbiamo trovato un grande spiazzo dove lasciare l’auto. 50 metri più avanti abbiamo preso un sentiero sterrato per il Castello del Volterraio. Questo percorso è piuttosto facile, la strada è sterrata e selvaggia, per cui sono necessarie calzature adatte a terreni impervi, ma i dislivelli sono minimi e si arriva alla salita finale senza troppo sforzo. Quest’ultimo tratto di salita si ricongiunge a un altro sentiero che parte dalla provinciale lato Magazzini e che parte da un bunker della seconda guerra mondiale: per quanto suggestiva sia la partenza, la salita di questo sentiero è molto più ripida e faticosa, non è coperta, quindi se c’è il sole si abbatte direttamente sulla strada, che è a gradoni, ma non tenuta bene. Insomma, consiglio di fare il percorso che abbiamo fatto noi.

Quel giorno siamo state fortunate, perché non solo era nuvolo, ma c’era un gran vento, quindi non era percepito caldo come nei giorni precedenti.

Arrivate al castello ci siamo godute ogni momento di quella struttura esagonale così imponente e del meraviglioso panorama che offriva.

Curiosità sul Castello

L’origine del nome è incerta: potrebbe derivare dal latino vultur (avvoltoio) o dal territorio volterrano da cui proveniva l’architetto Vanni di Gherardo Rau che ne curò nel XIII sec. la ricostruzione. L’impianto originario di origini etrusche, fu ampliato nel 1281 dai Pisani che utilizzarono la fortezza con finalità difensive. Successivamente rafforzata nel 1440, è una delle poche fortezze elbane mai espugnate dai pirati turchi che nelle loro scorribande razziarono più volte l’Elba. Nei duri assedi del 1544 e del 1554 molti elbani trovarono rifugio e asilo fra le possenti mura del Volterraio, che rimarrà sempre, per la sua posizione strategica visibile da quasi ogni punto dell’Isola, a guardia e a difesa di tutto il territorio.

Vai a leggere la conclusione di questa avventura elbana!

Lascia un commento