Giardino di Ninfa

Il Lazio è una regione poco conosciuta: più della capitale, il Vaticano, forse Rieti e Viterbo, c’è poco altro che risuona come un luogo “assolutamente da non perdere”. Eppure, in tutta la regione, si trovano luoghi meravigliosi e unici nel loro genere, delle “chicche” che sarebbero invidiabili se più conosciute, sponsorizzate e, in molti casi, meglio mantenute.

Uno di questi posti poco conosciuti, ma unici e meravigliosi, oltre che incredibilmente ben mantenuti, è il Giardino di Ninfa.


Situato vicino a Latina, circa 70 km a sud di Roma, il giardino è nato sulle rovine della città di Ninfa, risalente all’XI secolo e abbandonata nel 1381 dopo essere stata saccheggiata e distrutta.

Durante il suo periodo vitale, Ninfa è stato polo fondamentale per l’amministrazione pontificia, tanto che in

Affresco all’interno dei resti di Santa Maria Maggiore

una delle sette chiese, di cui oggi rimangono i ruderi di sei, Santa Maria Maggiore, nel 1159 è stato ammantato pontefice Alessandro III. Nel 1298 Pietro II Caetani, nipote di Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani, ha acquistato Ninfa e altri territori limitrofi, che ancora oggi appartengono alla Fondazione Roffredo Caetani.

In seguito all’abbandono, Ninfa è diventata una città fantasma, fino a quando nell’Ottocento Ada Bootle

Municipio

Wilbraham, moglie inglese di Onorato Caetani, insieme a due dei suoi sei figli, Gelasio e Roffredo, ha iniziato a creare il bellissimo giardino, bonificando gli acquitrini, estirpando molte infestanti che ricoprivano i ruderi, piantando i primi cipressi, lecci e faggi. Inoltre Ada e i figli insieme hanno piantato un gran numero di rose e restaurato alcune rovine, tra cui il palazzo baronale (Municipio), diventato poi la casa di campagna di Caetani.

A proseguire l’opera di Ada Bootle Wilbraham è stata Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, introducendo nuovi arbusti e rose, ma soprattutto aprendo il giardino ad artisti e letterati.

Piazzale della Gloria

L’ultima giardiniera ed erede Caetani è stata la pittrice Lelia Caetani, che grazie alla sua sensibilità artistica, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, ha reso il giardino variegato ma curato e bellissimo, come lo conosciamo oggi.

Donna Lelia ha introdotto nel giardino numerose magnolie, prunus, rose rampicanti e ha realizzato il giardino roccioso su parte delle mura crollate.

Nel 1972 Lelia Caetani ha fondato la Fondazione Roffredo Caetani che gestisce e tutela Ninfa e il Castello Caetani di Sermoneta.

Il giardino è sempre bellissimo da visitare, ma probabilmente il periodo migliore è quello primaverile. Noi siamo andati per la festa del 25 aprile e, nonostante fosse una giornata nuvolosa, con rari sprazzi di sole, siamo riusciti a goderci i gialli, viola, rosa, bianchi e le incredibilmente numerose tonalità di verde che ci circondavano.

Come tanti luoghi privati, anche questo è aperto solo durante i weekend e i festivi, e visitabile solamente tramite una visita guidata. Consiglio di prenotare con un po’ di anticipo, per non rischiare di perdere i posti. Consiglio anche di acquistare i biglietti on-line tramite il SITO, che è molto chiaro e ben fatto, perché se provate a comprarli una volta arrivati lì è molto probabile che i posti siano esauriti.

I cani, ovviamente, possono entrare, così come siamo entrati noi, non c’è limite di stazza, ma consiglio di usare il buon senso e decidere in base al carattere, l’indole e il carattere del cane, perché il giro è lungo – la visita dura un po’ più di un’ora – l’andatura è lenta e la gente è tanta. Munitevi di guinzaglio fisso o regolabile a 1,5 m, museruola (just in case) e sacchetti: NON SPORCHIAMO TANTA MERAVIGLIA!

Noi ci siamo goduti la visita a pieno, la temperatura era fresca e Seba e Nara hanno potuto annusare piante che chissà se e quando annuseranno più. Fuori dal Giardino c’è un parcheggio molto grande, dove entrano anche i camper, e dietro un po’ di natura selvaggia, dove ho lasciato i cani liberi di sgambare, così che dopo essere stati bravi e ubbidienti al guinzaglio si sono sfogati un po’. Se si vuole continuare una visita dei dintorni, intorno al Giardino si estendono i 100 ettari del Parco Pantanello, dove sono state ripristinate la flora e la fauna autoctone della pianura pontina pre-bonifica; inoltre, sopra il Giardino si staglia Sermoneta, dove si potrà vedere il Castello Caetani e il museo del Giardino di Ninfa.

Classica foto di uno dei bellissimi Glicini di Ninfa

Il limpidissimo fiume Ninfa, intorno al quale si sviluppa il giardino, è Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e nel 2000 il Giardino di Ninfa e il Parco del Pantanello sono stati dichiarati Monumento Naturale Regionale.

Ponte a Due Luci, sul quale si eleva il maestoso Pioppo Nero e sotto il quale gioca la limpida acqua del Ninfa

Lascia un commento