Intervista a Gaia Leandri Arte

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Ho conosciuto Gaia come si conoscono tante persone al giorno d’oggi: su internet, precisamente su Instagram, quando ho commissionato dei disegni per me e mia sorella.

Sono una grandissima amante dei fumetti e dei cartoni animati, quindi quando ho visto lo stile cartoon, così pulito, preciso e bello, mi sono innamorata, e ho deciso non solo di farmi fare dei disegni, ma anche di conoscere chi era il genio dietro essi e quale storia avesse. Ho conosciuto così Gaia, una persona disponibile, gentile e sensibile, con cui è stato quasi immediato creare un rapporto di amicizia.

Voglio farla conoscere un po’ anche a voi e lo farò in maniera semplice e diretta, con 5 domande.

Gaia, parlaci un po’ di te, da dove vieni, quanti anni hai, com’è nata la passione per il disegno?

Genovese non proprio doc, toscana nell’animo, ho 31 anni e disegno da sempre. Non da sempre si può dire sia stata una passione, ricordo i rimproveri di mamma perché non avevo mai la pazienza di terminare un disegno. Gli altri vedevano in me qualcosa che io ancora non sapevo vedere, quando creavo mi riempivano di attenzioni ed era più facile farsi degli amici. È nato così, nei terrificanti anni delle scuole medie, una sorta di arma contro la mia stessa timidezza. Poi il disegno si è trasformato in un compagno di vita.

Cosa facevi prima di disegnare cartoon?

Come lavoro ho provato a fare l’architetto vero e proprio, quello che tira linee su AutoCad seguendo un progetto non suo. È durata 6 mesi.

In breve sono riuscita a farmi spostare nel settore grafica, diventando Architectural Illustrator, ruolo che ho ricoperto a Londra e Milano per i successivi 3 anni e da cui è nato il dottorato che sto svolgendo ora.

Qual è il tuo soggetto preferito da disegnare?

Ritratti. Forse perché lo faccio da così tanti anni che è diventata un po’ la mia comfort zone, ma indagare un volto sconosciuto o stupirmi di uno già conosciuto è ancora una piccola grande magia ogni volta.

Se non avessi disegnato, che altro lavoro avresti fatto?

Uh questa è difficile, non so nemmeno cosa sarei senza la mia arte ahah!

Credo… lo strizzacervelli. La psichiatria e le neuroscienze mi affascinano molto, le trovo strettamente connesse all’arte. Ecco vedi che finiamo sempre lì!

Dicci in due parole perché qualcuno dovrebbe scegliere i tuoi disegni? Cosa hanno di unico rispetto agli altri che si vedono?

Credo che il mio punto di forza sia l’aver studiato, nel senso di aver disegnato per quasi 20 anni, quello che vedevo. Senza usare programmi vettoriali, senza le mode da graphic designer, senza copiare stili altrui. La mia arte è cresciuta con me, senza fretta. Mai avrei pensato diventasse un lavoro, forse per questo sono riuscita a creare qualcosa di solo mio.

Come avete letto non è solo brava a disegnare, ma anche simpatica!

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