Le Ville di Tivoli

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Tivoli è famosa non solo per i panini di Pippo, ma anche per essere una città piena di storia: dall’epoca romana a oggi, passando per il Medioevo e il Rinascimento, in città si trovano attrazioni per tutti i gusti da visitare, e incredibilmente la maggior parte si possono visitare anche con i propri cani. Le più evidenti rappresentazioni di questo evolversi del tempo a Tivoli sono le sue magnifiche ville: in tutto tre, ma la più conosciuta e visitata da turisti italiani e stranieri è sicuramente la Villa d’Este, perciò direi di cominciare proprio da questa.

Villa d’Este

In questa bellissima villa tardo cinquecentesca, come detto sopra, si può entrare con i cani. Cosa che pochi sanno è che i cani possono entrare all’interno della villa, che è un po’ un passaggio obbligato per arrivare al giardino italiano che ha un’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche, un vero capolavoro!

Anche gli interni non sono da meno, e sarebbe stato un assoluto peccato perderli. Io non mi intendo d’arte, ma sono andata con mia zia restauratrice, che mi ha fatto notare i bellissimi affreschi con le grottesche, e lo stile rinascimentale contaminato da un barocco e rococò non proprio timidi nel comparire. Devo ammettere che l’opulenza mi piace, e questa villa non è stata da meno, immagino come ci avrei vissuto bene, tra una sala per accoglienza ospiti e una di riposo.
Se non avete una zia restauratrice, potete scaricarvi la APP delle Villae, che racconta passo per passo ogni angolo della Villa.

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Chiaramente un ambiente così ricco e fastoso non poteva che essere di qualche personaggio del clero: il cardinale Ippolito II d’Este, dopo le delusioni per la mancata elezione pontificia, invece di fare shopping convulso, come si farebbe oggi, per alleviare la sua tristezza fece rivivere in Villa i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau. Mica male come premio di consolazione.
Governatore di Tivoli dal 1550, ha subito pensato all’idea di realizzare un giardino nel pendio della Valle gaudente, ma soltanto dopo il 1560 il programma architettonico e iconologico della Villa è stato specificato, ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.

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La Villa era stata quasi completata alla morte di Ippolito d’Este nel 1572. Ad ulteriori interventi nel XVII secolo è seguito un periodo di decadenza, finché il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe ne ha rinverdito i fasti. Acquisita dallo Stato italiano, fra gli anni Venti e Trenta del Novecento la Villa è stata restaurata e aperta al pubblico.
Nel 2001 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Interno Villa

Villa Adriana

Costruita tra il 118 e 138 d.C. dall’imperatore Adriano, in un territorio verdeggiante e ricco di acque nei pressi di Tivoli, l’antica Tibur, questa villa romana si trova poco fuori dalla città odierna, ed è tutta all’aperto, quindi visitabile con i cani.
La Villa si estendeva su un’area di almeno centoventi ettari ed era una vera e propria città, con strutture residenziali, terme, ninfei, padiglioni e giardini. I vari edifici erano collegati fra loro, oltre che da percorsi di superficie, anche da una rete viaria sotterranea carrabile e pedonale, funzionale ai servizi.

Straordinaria era la ricchezza della decorazione architettonica e scultorea della villa che è stata oggetto di frenetiche e sistematiche ricerche a partire dal Rinascimento.

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Attualmente l’area visitabile è di circa 40 ettari, che nonostante sia un terzo dell’area attuale, dà comunque al visitatore l’opportunità di camminare tra gli ambienti principali, come il Pecile, il Canopo, le terme, e il bellissimo Teatro Marittimo, forse l’attrazione più suggestiva del complesso. Chi ha letto il libro Memorie d’Adriano di Marguerite Yourcenar, sicuramente può trovare nella villa un riflesso delle numerose sfaccettature della personalità di Adriano; anche se, la vastità della residenza era dovuta anche alla necessità di soddisfare diverse esigenze dell’Imperatore, che non solo andava in villa per rilassarsi, ma anche per lavorare e accogliere ambasciate estere. Direi che un ambiente migliore non ci poteva essere.

Quasi tutti i principali musei e collezioni di Roma e del resto d’Italia, nonché d’Europa, annoverano tra le loro opere esemplari provenienti da Villa Adriana, dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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Villa Gregoriana

Il Parco Villa Gregoriana è un connubio perfetto tra natura, storia, archeologia e artificio: un luogo ideale per passare qualche ora con i propri amici umani e animali!

Anche questa villa la dobbiamo all’opera del clero, in particolare papa Gregorio XVI che nel 1832 ha promosso una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente, dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore.

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Compiuta l’opera, il Papa creò il Parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo è stato mèta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne hanno raccontato al mondo la bellezza; bellezza che lo ha fatto diventare tappa obbligata del Grand Tour nell’800 e il soggetto principale delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli.

Nel secondo dopoguerra, il sito è diventato di proprietà dello Stato Italiano e poi una discarica, tanto che molti dell’età contemporanea hanno conosciuto quel luogo come agglomerato di rifiuti piuttosto che come florido e bellissimo parco pontificio. Nel 2002 l’Agenzia del Demanio lo ha dato in Concessione al FAI, per la sua valorizzazione e per il ripristino del Parco. Grazie all’impegno profuso, nel 2005 è stato finalmente riaperto al pubblico che oggi può di nuovo percorrere gli antichi sentieri.
Per ogni Villa ci vogliono dalle 2 alle 3 ore (anche 4 se vi volete fermare a godere della pace del luogo o per foto meravigliose), ma farne due in un giorno diventa piuttosto faticoso vista la quantità di attrazioni.

La Villa Gregoriana si trova in una valle, quindi i sali e scendi non mancano; Villa Adriana è molto vasta, ma in piano, abbastanza facile da girare, ma veramente molto ricca di informazioni ed emozioni; Villa d’Este, infine, è anche ricca di informazioni ed emozioni, essendo anche la più completa, con interni ed esterni.

L’accessibilità non è il massimo per passeggini e sedie a rotelle, visto il terreno dissestato e le numerose scale.
Infine, indipendentemente che le visitiate in un giorno o in giornate diverse come abbiamo fatto noi, consiglio spassionatamente che le visitiate tutte: ogni villa vi porta in un’epoca storica diversa.

 

Oltre le ville, consiglio anche un giro nel centro storico del paese, che è molto carino e ha tanti altri siti turistici.

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