PISA

Ogni settimana la solita domanda: cosa fare nel weekend?

Ottimi spunti per queste mini-vacanze arrivano dai social e da chi condivide le proprie “fuitine” dalla vita quotidiana; altre volte si va da qualche parte con amici che “sanno”; altre ancora si va a conoscere di persona, gente che altrimenti rimarrebbe solo una scritta, una voce e qualche foto virtuale.

Quest’ultimo caso è forse il meno frequente, ma è anche il mio caso, per cui un bel giorno ho deciso di prendere i cani e andare a Pisa.

Macchina caricata e cani pronti, siamo partiti verso nord di sabato mattina, così da arrivare in zona verso l’ora di pranzo. Il viaggio è andato bene, ci siamo fermati solo una volta per i vari bisogni, ma senza perdere troppo tempo.

Una volta a Pisa siamo andati direttamente da Elena e Duna, le amiche (rispettivamente umana e cana) che siamo andati a trovare per il fine settimana e nostre guide maxime. Dopo aver fatto i saluti e convenevoli di rito, sia per umani che per cani, ci siamo avviati verso Marina di Pisa (ebbene sì, Pisa ha anche il mare). Vista la bellissima giornata, ci siamo goduti la passeggiata lungo mare e il sole.

Lungo la strada si trovano numerosi ristorantini e paninoteche, ma la migliore è probabilmente Il Crudo, dove ci siamo fermate a prendere dei panini d’asporto. Il bello delle paninoteche è che si può comporre il panino assolutamente a proprio piacimento, soddisfacendo così le necessità di tutti.

Panino e gazzosa in saccoccia abbiamo continuato a camminare per un po’, fino a trovare una piccola spiaggia libera, ma delimitata da muretti, in cui abbiamo potuto lasciare liberi i cani e mangiare più o meno pacificamente.

Tornando verso la macchina siamo passate lungo il corso e attraverso stradine più tranquille, costeggiate da numerose villette, costruite da famiglie evidentemente benestanti tra fine Ottocento e inizi Novecento.

Una volta raggiunte le macchine, Elena ci ha accompagnato alla nostra bellissima dimora temporanea: Hotel Casale La Sterpaia.

Immerso nel magnifico Parco di San Rossore, famoso anche per l’ippodromo, il casale appartenne alla famiglia dei Medici, ed è stato in seguito adibito a hotel, con 22 camere, spartane ma comode. Tutto intorno al casale si trovano percorsi naturali, in cui si possono ammirare daini, cervi, cinghiali e altri piccoli animaletti, liberi e felici di circolare senza problemi nel loro habitat.

Dopo aver fatto il check-in, abbiamo salutato Elena e ci siamo sistemati nella stanza, dove Seba e Nara sono rimasti per la sera; mentre io dopo essermi riposata un po’ sono andata con Elena e Andrea a Pisa per una cena di ottimo street-food e una breve passeggiata serale.

(Per consigli culinari e di altro genere, visto che io non approfondisco mai molto, vi rimando alla guida maxima di Elena, che potete seguire sul suo IG @elenatraveldesigner)

Dopo un sabato così rilassante, domenica abbiamo spinto un po’ di più e siamo state in città tutto il giorno: la mattina facendo un giro con i cani e il pomeriggio… Sorpresa! Prima vi racconto del giro della città.

Camminando tra le strade di Pisa, si respira la stessa atmosfera che immagino si respirasse quando la città era una repubblica marinara: fermento, allegria, gaiezza. L’architettura richiama quei tempi andati, ma spesso porta ancora più indietro, ai tempi dell’Alto Medioevo, e in poche zone si trovano ancora rovine romane.

Passando per il centro storico, si passerà sicuramente dal Borgo Stretto, che al contrario di quanto indica il nome è piuttosto ampio, con i caratteristici portici e botteghe. Finiti i portici di Borgo Stretto si arriva in Piazza del Pozzetto, da cui parte il cosiddetto Borgo Largo.

Una tappa immancabile e ovvia è sicuramente la piazza del Duomo, o piazza dei Miracoli. Con i cani non siamo potute entrare nel Duomo o nel Battistero né siamo potute salire sulla torre, ma anche solo una passeggiata tra i candidi monumenti rasserena lo spirito.

Non mi dilungo sulla torre pendente, il duomo, il battistero, il camposanto e la piazza in genere, perché si trovano tutte le informazioni anche solo digitando “Pisa” su Zio Google, invece di seguito alcune tappe di posti che non conoscevamo, ma che abbiamo potuto ammirare, grazie alla nostra fantastica guida.

Torre pendente della Chiesa di San Nicola

Non tutti sanno che a Pisa ci sono ben tre torri pendenti. Uscendo dalla piazza e arrivando a via Santa Maria, sulla destra, nascosta tra una chiesa e un condominio, si trova la torre della Chiesa di San Nicola, con soli 2.5 gradi di pendenza e la pianta ottagonale, fa comunque la sua bella figura architetturale. Le diverse pietre con cui sia la chiesa che il campanile sono stati costruiti creano un bellissimo effetto policromatico, che rende entrambe le strutture uniche nel loro genere. Originariamente, il campanile viene attribuito a Nicola Pisano.

Scrive il Vasari:

«…a Nicola Pisano, il quale fu non meno eccellente scultore che architetto, si deve la più bella, più ingegnosa e più capricciosa architettura che facesse mai: il Campanile di San Nicola di Pisa…»

Piazza dei Cavalieri

Una piazza che è una perla di pulizia e di bellezza, assolutamente da non perdere, è la Piazza dei Cavalieri, dove ha sede la Scuola Normale di Pisa, nel bellissimo Palazzo della Carovana, progettato da Giorgio Vasari e affrescato con figure allegoriche, mitologiche e zodiacali. Una facciata che sembra un arazzo. Meravigliosa!

Alla sinistra del Palazzo della Carovana si trova il Palazzo dell’Orologio, che quando costruito ha inglobato la già esistente Torre dell’Orologio, che si può distinguere ancora oggi. L’intero edificio sembra un libro aperto, con la costa centrale e due pagine laterali, e non a caso (anche se probabilmente sì) nel 1982 è stato adibito a biblioteca della Scuola Normale di Pisa. Nello stesso periodo è stato costruito un passaggio sotterraneo che collega i due palazzi della Scuola (Codice Da Vinci much?).

Lungarni di Pisa

Una passeggiata per Pisa non può non passare sui bellissimi lungarni della città, plurale perché ogni tratto ha un suo nome distintivo. Le sponde dei lungarni ospitano importanti edifici, palazzi, ponti, torri e chiese risalenti al medioevo, che sono stati trasformati, nel corso dei secoli, assumendo oggi un aspetto rinascimentale. Il lungarno più noto è quello Mediceo, che ospita i maggiori edifici storici della città, come il Palazzo dei Medici, il Palazzo Toscanelli e la Chiesa di San Matteo in Soarta.

Sul Lungarno Gambacorti c’è invece un piccolo gioiello gotico, la chiesa di Santa Maria della Spina.

Lungo i muri dei lungarni, si trovano targhe che riportano ricordi di grandi personaggi e poeti, tra cui Leopardi, che colpisce sempre dritto al segno (io la penso come lui… sarà un caso?):

Ora uniamo una tappa della mattina e la tanto attesa tappa del pomeriggio in un unico, artistico capitolo:

Keith Haring

Un’altra ragione per visitare Pisa, almeno fino al 17 aprile, è la mostra di Keith Haring, ospitata nel meraviglioso Palazzo Blu.

Non tutti sanno che nel 1989 di passaggio a Pisa, Keith Haring ha lasciato alla città una straordinaria

opera d’arte: il murales “Tuttomondo”, dipinto sulla facciata posteriore del convento dei frati “Servi di Maria” della chiesa di S. Antonio. E questo siamo andate a visitare la mattina con i cani, non potevamo certo lasciarcelo sfuggire.

Il pomeriggio invece, tra noi umani, siamo andati a vedere la mostra dedicata all’artista statunitense, nel magnifico contesto del Palazzo Blu, risalente al secolo XI ma poi restaurato fino a diventare un palazzo sfarzoso e rinascimentale.  

Curata da Kaoru Yanase, Chief Curator della Nakamura Keith Haring Collection in Giappone, la mostra è un viaggio cronologico nella vita e nell’arte di Haring, attraverso una ricca selezione di opere.

La cosa più bella, dal mio punto di vista, è l’attualità delle opere di Keith Haring, che ha vissuto in un periodo di problemi sociali come la violenza, la droga, la discriminazione e la povertà che affliggevano New York; problemi ancora presenti e impregnanti nella maggior parte dei popoli.

Senza tutti i mezzi che abbiamo oggi, Keith Haring era già riuscito a rendere la sua arte, comprensiva dei suoi messaggi sociali, fruibile a tutti, e per farlo aveva dovuto scardinare la tradizione.  

Consiglio a tutti di andare a Pisa prima del 17 aprile e vedere questa mostra così bene organizzata e così attuale: piacerà anche a chi non ama le mostre!

Finita questa giornata intensa, ho fatto ritorno alla mia reggia nel Parco di San Rossore.

Se si viaggia con cani, sicuramente questo è uno dei posti più adatti e comodi per godersi insieme a loro natura vicino alla città.

La mattina dopo infatti, di buon’ora, ci siamo svegliati e abbiamo fatto due passi nel parco, prima di ripartire e tornare a casa, dove l’umana ha da guadagnare per permetterci di fare altri giri stupendi! 😉

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