LA SEBASSEIDE – Parte Prima

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Questa è la storia di come mi sono trovato nel giro di qualche giorno da una parte all’altra del mondo, senza sapere perché, come o con chi.

Non ho molte foto di quei giorni, perché Martina ha pensato bene di eliminarle tutte. Non voleva avere testimonianze di un viaggio tanto tortuoso e difficile, che ha fatto male tanto a lei, quanto a me (forse di più a lei, visto che è stata in ansia 24/24 senza dormire e con l’idea che forse non sarei più arrivato). Per quanto mi riguarda, è successo tutto così improvvisamente e velocemente che ancora ho la sensazione che sia stato tutto un sogno.

Martina è andata via già da qualche giorno, o settimana, non so bene, non ho un senso del tempo molto preciso, comunque è già da un po’ di tempo che sono a Kung Fu Dog, la pensione dove Martina mi lascia quando se ne va. Mi diverto sempre tanto lì: ho il mio amico umano, sempre lo stesso, che si prende cura di me; gioco tre o quattro volte al giorno con i miei amici in giardino; dormo dentro una stanzetta calda con la mia cuccia e dei vestiti di Martina a terra. Sto bene qui, ormai sono abituato, e quando Martina tornerà loro mi metteranno nel furgoncino e mi porteranno a casa. E così è successo: un giorno arrivano, mi rimettono sul furgoncino e mi portano a casa. Tutto nella norma. Arrivo a casa, entro come un fulmine e inizio a girare e ad annusare. Martina non c’è e anche il suo odore è scomparso, ne rimane una lontanissima traccia, come se non fosse mai tornata. Dov’era Martina? Chi l’ha vista? Ad aspettarmi c’è l’ultimo “coinquilino” di Martina, Sultan, che sta con noi da 6 mesi, e a cui mi sono affezionato… Ma non troppo. Martina non c’è, ma sono a casa. Dov’è Martina? Che sia insieme a Carmen San Diego? La sera durante la passeggiata mi guardo intorno, la cerco, ma lei non c’è, non mi viene incontro. Faccio una pipì veloce e poi Sultan mi riporta a casa. Lo sento che parla al telefono, non so con chi, forse con Martina, ma è agitato. Inizia a venirmi qualche dubbio. Mi ha forse abbandonato? La rivedrò mai più? Sultan si agita sempre di più, pare che siano saltati dei piani per la serata, dice che è tutto rimandato a domani, ma tutto cosa? Non riesco a capire e mi sento molto confuso.

Passa la notte, di Martina ancora non c’è traccia. Sultan, con il solito suo fare approssimativo mi porta a fare il giro dei bisogni, sta sempre al cellulare. Non mi guarda nemmeno. Ogni tanto a casa mi accarezza, ma sta sempre fisso sul cellulare e io non so che succede.

Dopo qualche ora il disastro. Sultan mi prende e mi infila in un trasportino, angusto, chiuso, claustrofobico. Martina non mi ci aveva mai messo, come si permette Sultan di infilarmi così, senza nemmeno un “grazie, scusi, arrivederci?” Sono paralizzato. Non riesco a muovere una zampa, non emetto alcun suono. Vedo Sultan che prende una borsa e mi trasporta giù per le scale. Saliamo su una macchina dove trovo Valeria, un’amica di Martina, con il suo cane, il bulldog Mason, nelle mie stesse condizioni. Ma che diavolo sta succedendo? Non vedo Mason da mesi, che ci faccio in macchina con lui? Sono forse su candid-camera? È tutto un “Carramba che sorpresa” di Martina? La macchina si muove. Non so per quanto tempo andiamo avanti. Un’ora, forse due, comunque troppo tempo, perché sento di dover fare pipì. Finalmente le ruote si fermano e Sultan mette il trasportino a terra. Addirittura ci fanno uscire per fare due passi, forse siamo arrivati? In questo momento non ho tempo per pensare, annuso il luogo più adatto, poi mi avvicino a una ruota e faccio una lunga pipì. A mente lucida mi guardo intorno: IL NULLA. Non solo non c’è Martina, ma siamo su una piazza di cemento gigante, con solo la strada e le macchine che sfrecciano al lato. L’unica macchina che entra nella piazzola, dopo poco che siamo lì, è un furgoncino, che si avvicina. Sultan mi rimette senza troppa grazia nel trasportino. Il furgoncino si avvicina e arriva proprio davanti a noi. Sultan solleva il mio trasportino con una mano e aiuta Valeria a sollevare quello di Mason con l’altra. Ci portano sul retro dell’automezzo, dove si aprono le porte su uno spettacolo che mi fa gelare il sangue: il furgoncino è pieno di animali rinchiusi dentro gabbie, non solo cani, ma anche gatti, conigli e uccelli. Che pensa Sultan? Di mettermi lì sopra senza che nemmeno abbia ritrovato Martina? E se poi torna? Mica mi manderanno al macello? So che si mangiano i cani in Cina, ma io sono troppo magro… Mason d’altro canto…

Si avvicinano a noi due ceffi cinesi, uno dei quali dà due belle manate sul tetto del trasportino e con una voce bassa e un accento di campagna dice “avete fatto bene ad affidarvi a noi”.

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