Una vacanza oziosa

Ci sono tanti modi di andare in vacanza. Credo che molto dipenda dal momento storico che stiamo vivendo e da chi abbiamo vicino.

Nel mio periodo asiatico, un po’ per necessità un po’ per gusto, andavo spesso in vacanza da sola, ed erano dei veri e propri viaggi, in cui giravo a piedi, in scooter, in bicicletta e con ogni mezzo a disposizione per vedere il più possibile nel breve lasso di tempo che mi era concesso. Solo pochi anni fa ho iniziato ad andare in vacanza con un’amica, massimo due, mantenendo sempre l’indipendenza di scelta su cosa fare e quando farlo. La vacanza che preferisco è quella on the road, il viaggio in macchina, che non è stata praticabile nei miei anni in Asia, e a cui ho dato sfogo durante le mie vacanze estive in Europa.

Da quando sono tornata in Italia, non ho avuto un granché di vacanze, ma quelle poche fatte sono state in macchina con i cani, e così saranno ancora per lungo tempo.

A luglio 2020, pochi mesi dopo il ritorno, grazie a mio padre e alla moglie ho sperimentato un modo di fare vacanza che non provavo da quando avevo dodici anni: affittare una villa con piscina e non uscire per tutta la durata della vacanza.

La villa si trovava in Umbria, vicino Todi: un giardino di almeno 1000 metri quadri, con la piscina, il prato e un boschetto. Oltre la famiglia di mio padre, inclusi una cara amica di famiglia e figlio, c’era anche mia sorella con la sua famiglia (compagno e cane), e poi c’eravamo noi, io Seba e Nara.

Nara era con me da poco, ancora impaurita da tutto e tutti e ancora non completamente fiduciosa nei miei confronti, ma se l’è cavata benissimo, gironzolando per il parchetto e giocando con Seba e Panda, il cane di mia sorella.

La settimana è passata molto velocemente tra cibo, piscina, chiacchiere e qualche gioco da tavola. Il penultimo giorno abbiamo visitato la cantina Antonelli San Marco, della zona Docg di Montefalco, ma più di quello siamo riusciti veramente a stare quasi tutta la settimana in villa senza uscire. Scrivo quasi perché, com’era prevedibile, non ho resistito all’immobilità e due escursioncine me le sono fatte: una a Gualdo Tadino dove ho incontrato un’amica; l’altra alle Cascate del Menotre, non lontano rispetto a dove ci trovavamo.

L’Umbria è un posto meraviglioso, lo potremmo davvero definire il cuore d’Italia, e sono sicura che tornerò per visitarla meglio e scoprire ancora più meraviglie. Per il momento mi sono accontentata di quel poco che ho visto, ammettendo che dopo mesi di movimento, tra traslochi internazionali, traslochi locali, cani in stallo e cani nuovi, un po’ di quiete e immobilità mi ha rigenerato.

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